I grandi leader sono soprattutto dei grandi maestri.

Hanno raggiunto i loro obiettivi aiutati dalle persone a cui hanno trasmesso nozioni, modi di essere, modi di comportarsi.


Daniel Bulla

Sono uno Psicologo specializzato
in Non-Technical Skills (NTS)

Ovvero in tutte quelle abilità non tecniche e quindi non specifiche di un settore professionale.
Le NTS sono trasversali, comuni a tutte le professioni.

Un’azienda viene identificata come “resiliente” quando investe sulle proprie risorse umane coltivandone le NTS. La Resilience Engineering è la capacità di un’organizzazione di rispondere agli eventi, di monitorare ciò che accade per prevedere rischi e opportunità. Da oltre 15 anni porto nelle aziende italiane le NTS e le aiuto a costruire una solida Resilience Engineering.

Concentro il mio lavoro sullo sviluppo delle top NTS in azienda:

  • Comunicazione
  • Conflict management
  • Collaborazione inter-professionale
  • Leadership
  • Gestione del compito
  • Consapevolezza della situazione
  • Assunzione delle decisioni

Il mio Lavoro

COSA FACCIO

Aiuto professionisti e imprenditori a *scegliere*, applicando i principi della Behavioral Economics. Una scelta corretta migliora comunicazione e produttività del team.

✔ Ho ideato un Metodo basato sulla Scienza del Comportamento per trasformare un Manager in un Leader. In soli 8 giorni. Ma è riservato solo a 4 persone (e se ti ho incuriosito, scrivimi che ti spiego).

✔ La mia azienda si chiama Lyceum, ed è nata nel 2011 insieme a mia figlia. In questi anni io e il mio team abbiamo lavorato con realtà importanti, come Università di Sassari, Corte d’Appello di Cagliari, MSC Crociere, Boston Consulting Group, Regione Lombardia. Ci occupiamo di Non-Technical Skills (leadership, comunicazione, conflict management, gestione risorse umane, ecc.).

✔ Insegno in diverse scuole di specializzazione post lauream per psicoterapeuti, di cui sono anche supervisore, e ho un seminario su Psicologia e Comunicazione alla IULM.

    PERCHÈ LO FACCIO

    Le persone mi hanno sempre incuriosito: capire perché un individuo pensa in un determinato modo, quali sono le sue motivazioni, insomma cosa frulla in testa alla gente? E così ho scelto di diventare uno Psicologo.

    Sono cresciuto in un piccolo paese della provincia di Brescia, immerso nel verde: se penso a me da piccolo mi vedo in bici, sempre a spingere sui pedali, estate e inverno. Gli anni dell’Università sono stati difficili ma entusiasmanti: ho fatto il muratore e altri lavori manuali per mantenermi. Ho imparato a fare sacrifici, a sopportare la fatica, a gestire il tempo in modo efficace.

    E infatti sono un professionista pratico, concreto e diretto, efficace  con  persone dinamiche come me, che si lamentano poco e che vogliono migliorarsi sempre.

    Ti ritrovi? Bene, allora posso esserti d’aiuto.

    Le Non-Technical Skills

    LE TOP 6 NON-TECHNICAL SKILLS IN AZIENDA

    Si chiamano Non-Technical Skills (NTS), e sono letteralmente tutte le abilità “non tecniche”. Una risorsa viene identificata dalle aziende evolute come “di qualità” quando integra perfettamente le capacità tecniche specifiche per un dato ruolo con le NTS (trasversali, ovvero comuni alla maggior parte dei ruoli professionali).

    Le NTS possono essere suddivise in due gruppi:

    • functional skills, utili e funzionali alla risoluzione di nuovi problemi task-correlati (come ad esempio la comunicazione, il problem solving o il decision-making);
    • adaptive skills, che fanno riferimento alla modalità in cui le risorse umane interagiscono fra loro e con l’organizzazione (attitudini, teamwork, leadership).

    Carenze nelle NTS  possono aumentare le possibilità di errore, e quindi i costi. In ambito sanitario dettagliate indagini sugli eventi avversi hanno dimostrato che in quasi l’80% dei casi la causa sottostante è una scarsa applicazione di NTS, come cattiva comunicazione, monitoraggio inadeguato, mancanza di collaborazione nel team. Buone capacità non tecniche (es. vigilanza, anticipazione, comunicazione chiara, coordinamento di squadra) riducono la probabilità di errore e di conseguenza di incidenti. Se le NTS permettono di salvare delle vite, pensa a come possono impattare sul tuo business!

    Avrai sentito parlare di resilienza. Un’azienda viene identificata come resiliente quando investe sulle proprie risorse umane coltivandone le NTS. Parliamo di Resilience Engineering: la capacità di un’organizzazione di rispondere agli eventi, di monitorare ciò che accade per prevedere rischi e opportunità.

    CHI LE HA INVENTATE?

    Arrivano dall’ambiente aeronautico, nel quale vengono promossi specifici percorsi per il CRM (Crew Resource Management), un sistema di management orientato all’utilizzo ottimale di strumentazioni e human factor necessari per volare in sicurezza. Il CRM compare per la prima volta nel 1979 durante un workshop targato NASA nel quale vengono presentati i dati relativi alla principale causa di incidenti aerei: l’errore umano.

    Sai quali sono le 3 principali cause dell’errore umano? La comunicazione, la leadership ed il decision-making.

    Non proprio abilità tecniche.

    Stiamo parlando di aspetti cognitivi ed emotivi. Cioè alle cose che pensi e, soprattutto, al modo che utilizzi per gestire le emozioni mentre entri in relazione con gli altri.

    IN AMBITO SANITARIO

    Anche i Medici hanno sviluppato una metodologia in questa direzione (Duò et al., 2017): non a caso visto che anche qui, come abbiamo detto, il fattore umano può causare danni importanti agli individui. Hanno aperto le danze gli anestesisti, seguiti a ruota dai chirurghi. E’ stata quindi costruita la tassonomia NOTSS (Non-Technical Skills for Surgeons (2004) che comprende 5 categorie:

    • gestione del compito
    • leadership
    • consapevolezza della situazione
    • assunzione delle decisioni
    • lavoro in gruppo

     

    IN AZIENDA

    Non ci resta che dare uno sguardo alle top 6 Non-Technical Skills fondamentali per un’azienda:

    1. Comunicazione
    2. Conflict management
    3. Collaborazione inter-professionale
    4. Leadership
    5. Problem solving
    6. Perseveranza

    Comunicazione e Conflict management sono strumenti importantissimi per riuscire a gestire le relazioni all’interno del team: imparare ad essere assertivi, migliorare la propria capacità di ascolto e la propria intelligenza emotiva, identificare le emozioni che l’altro trasmette in modalità non-verbale, e soprattutto saper riconoscere tutte le fasi in cui si manifesta il conflitto a seguito delle normali tensioni createsi mentre gli individui cercano di raggiungere gli obiettivi dell’organizzazione.

    Il punto 3 sembra il più scontato, ma i dati della ricerca dicono una cosa sola: le persone faticano a collaborare con colleghi di diversa formazione: psicologi e psichiatri, medici e infermieri, amministrativi e IT, magazzinieri e camionisti, ecc. Non capiscono le reciproche esigenze, e spesso questo è dovuto ad una scarsa conoscenza dei ruoli, delle mansioni e soprattutto del percorso didattico e/o esperienziale che le persone hanno affrontato nel corso della vita professionale.

    Non ti tedierò sul tema leadership perchè te ne ho già parlato qui.

    Punto 5: problem solving, ovvero la capacità di raccogliere e di organizzare le tue risorse psichiche e fisiche per orientarle alla ricerca di una soluzione efficace. Scriveremo un post approfondito sul problem solving. Ora ti basti ricordare che è un’abilità coltivabile soprattutto se impari a suddividere bene il problema in sotto-problemi di intensità e/o difficoltà crescente, seguendo uno schema apposito.

    Finiamo col punto 6: la perseveranza, di cui ti ho parlato in questo post. Questa è la Non-technical Skill che preferisco, per due motivi:

    1) è la più difficile da coltivare. Tendiamo ad essere piuttosto rinunciatari di fronte alle difficoltà, e finiamo per lamentarci troppo. Ma la ricerca scientifica parla chiaro: la persona perseverante ha maggiori probabilità di successo, sia nella vita privata che in quella professionale.

    2) è quella che tutti i recruiters danno per scontata: sanno perfettamente che è una dote fondamentale, ma spesso non la ricercano approfonditamente tra i loro candidati. Invece a mio avviso la perseveranza dovrebbe essere il tema centrale in ogni processo di selezione.

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